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Intervista a Mathias Binswanger, professore di economia alla Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale (Fachhochschule nordwestschweiz) di Olten, docente privato all’Università di San Gallo e pubblicista.

Perché ci sono sempre più accordi bilaterali?

“Non c’è modo di aggirare un maggiore orientamento al mercato”, perché “non si deve più permettere all’agricoltura di impedire la conclusione di ulteriori accordi di libero scambio”. Queste sono alcune delle accuse che spesso vengono rivolte ai contadini svizzeri. Visto che gli accordi multilaterali nel quadro dell’OMC non vanno quasi più avanti, gli sforzi per concludere accordi bilaterali di libero scambio con il maggior numero possibile di paesi sono diventati ancora più importanti. Ed è qui che gli agricoltori si stanno dimostrando un ostacolo.

Perché gli agricoltori si oppongono, giustamente, a questi accordi?

I critici dell’agricoltura svizzera non si rendono conto di cosa voglia dire per gli agricoltori svizzeri un maggiore orientamento al mercato: abbandonare immediatamente la professione e cercare un nuovo lavoro! Questo diventa palese quando si considera il valore aggiunto per dipendente a tempo pieno in agricoltura e lo si confronta con altri settori. In agricoltura ammonta a circa 30’000 franchi svizzeri. In altri settori quali l’industria farmaceutica o i servizi finanziari, questa cifra è più che dieci volte superiore, dunque oltre 300’000 franchi. Tra tutti i settori industriali, l’agricoltura ha di gran lunga il valore aggiunto più basso!

Come argomentano gli economisti?

Da un punto di vista puramente economico, in Svizzera, dovremmo specializzarci nella produzione di beni e servizi per i quali otteniamo un elevato valore aggiunto. Con i proventi delle esportazioni di questi prodotti, importiamo poi alimenti a basso prezzo dai paesi che possono produrli a basso costo. Il resto dei proventi delle esportazioni ci rimane a disposizione per un ulteriore consumo. Proprio questo è l’argomentazione economica a favore del libero scambio. Ci si specializza nella produzione di beni dove si ha un vantaggio comparativo (per esempio prodotti farmaceutici) e si rinuncia alla produzione di beni dove si ha uno svantaggio comparativo (prodotti agricoli).

Cosa dice la Costituzione federale sull’agricoltura?

Così come formulato nella Costituzione federale, l’articolo 104 che prevede di preservare l’agricoltura, è stato fin dal principio una decisione politica contro il mercato. Con il libero scambio, l’agricoltura svizzera non è competitiva a causa dei costi elevati in Svizzera e del territorio. In questo senso gli agricoltori svizzeri possono fare qualunque sforzo per diventare sempre più produttivi, ma non sarà mai sufficiente. Da questo punto di vista, l’agricoltura assomiglia all’industria tessile. Anche se l’industria tessile svizzera fosse diventata molto più produttiva, oggi non avrebbe potuto competere con i fornitori asiatici. In questo caso l’orientamento al mercato ha comportato il quasi abbandono della produzione tessile in Svizzera e per l’agricoltura vale la stessa cosa.

Cosa si può dire a proposito della sicurezza dell’approvvigionamento?

L’articolo sull’agricoltura della Costituzione federale riassume bene le buone ragioni per preservare l’agricoltura in Svizzera. Gli agricoltori garantiscono l’approvvigionamento di importanti prodotti alimentari, le cui condizioni di produzione possiamo determinare noi stessi attraverso la nostra politica. Garantiscono inoltre la conservazione dei fondamenti naturali della vita e il mantenimento del paesaggio. Questi compiti possono però essere raggiunti solo con un certo grado di protezione delle frontiere, a meno che non si voglia aumentare massicciamente i pagamenti diretti sotto forma di contributi per la sicurezza dell’approvvigionamento. Altrimenti, i pochi contadini rimasti diventeranno rapidamente giardinieri paesaggisti e guardiani dei prati al servizio dello Stato, ma difficilmente produrranno cibo. In tali circostanze, non si può più parlare di sicurezza dell’approvvigionamento!

Quale soluzione ci sarebbe senza bisogno di sacrificare gli agricoltori?

L’imposizione di abolire la protezione per i prodotti agricoli è in ultima analisi costruita in casa e non ci viene imposta da nessun Paese. Gli accordi di libero scambio non richiedono necessariamente sacrifici da parte degli agricoltori: l’obiettivo dovrebbe invece essere quello di negoziare accordi in modo tale che una protezione per i prodotti agricoli continui ad essere possibile. Purtroppo, però, al Consiglio federale manca la volontà politica di farlo.